Semi dimenticato ai margini della Mostra d'Oltremare, eppure oggetto di un progetto di riqualificazione che ne prevede il riutilizzo a partire dal 2015, il padiglione di Rodi è uno di quelli della Mostra d'Oltremare rimasto fedele al progetto originario, almeno dall'esterno, della mostra, ovvero di celebrazione della gloria dell'impero italiano nell'Africa del nord e nel Mediterraneo. Come l'interno padiglione delle isole italiane nell'Egeo, fu realizzato su progetto di G.B. Ceas e traeva ispirazione dagli alberghi
assistenziali medioevali dell'Ordine Giovannita in Levante. La struttura
architettonica con superfici fortemente squadrate e minuziosamente
decorate ad intaglio fu costruita con rivestimenti in pietra di Taranto.
Nel cortile interno fu ricostruita una tipica casa di Lindo. Nel 1952
ospitò durante la I Mostra Triennale del Lavoro Italiano nel Mondo la
mostra degli Enti culturali e assistenziali (fonte sito Mostra d'Oltremare). Insieme al vicino padiglione 19, fu utilizzato per diversi anni dal dipartimento di Fisica Teorica dell'Università degli studi di Napoli.
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